la fila

Siamo messi in fila a fare più o meno le stesse cose. C’è chi ripete sempre gli stessi gesti, chi sempre le stesse frasi dalla mattina alla sera.
“Buongiorno chi desidera? un momento che la metto in attesa”
Quando uno è al lavoro, a meno che non si sia preso una cotta per il suo impiego, pensa sempre alla stessa cosa “altre otto e finisco… altre sette e finisco… altre sei e finisco” e così fino al fatidico “evvai è finita”.
Poi va a casa, mangia, guarda un po’ di tele e dopo parte quello che normalmente si chiama tempo libero.
Il tempo libero è un’invenzione abbastanza moderna.
Uno pensa “figo posso fare quello che voglio” e invece no. Perché quando esci dalla fila del lavoro entri in quella del tempo libero.
Tele – telefono – amici – famiglia, ma soprattutto tanto, ma proprio tanto – shopping.
Lo shopping è così importante che quando uno non compra pensa a quello che comprerà, mentre subito dopo aver comprato pensa a quello che ha appena comprato
e alla figura che farà con amici e colleghi.
Dobbiamo comprare, avere, possedere, a tal punto che quando ci capita di essere in un posto stupendo, quel posto non ce lo gustiamo con due occhi, ma con uno solo. L’altro lo teniamo chiuso, perché guardiamo tutto dall’obiettivo della nostra reflex digitale.
Non importa come sia il posto, ma come viene in dieci megapixel. “Noo questa è sovraesposta” – “Un po’ più a destra, sorridi…”
Click!
A volte siamo così fuori di testa che pensiamo di essere felici quando possiamo dimostrarlo!
Non sto scherzando, è proprio così.
Io quando mi guardo intorno, e vedo come vanno le cose penso: “ma come fanno tutti ad accontentarsi?”
e poi penso ancora:
“Come fa uno a vivere così, senza fermarsi?”

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1 Commento

Archiviato in Vita

Una risposta a “la fila

  1. Questa attenta descrizione, è semplicemente la realtà della
    nostra vita attuale.
    Non viviamo, ma ci illudiamo di vivere.
    Non sorridiamo ma ci sforziamo di farlo.
    Siamo graziosi bambolotti che caricati di notte, aspettiamo il
    nuovo giorno per ritornare sui soliti passi.
    Io vivo in campagna da diversi anni, e t’ assicuro che solo la vista di un fiore appena sbocciato,
    un passerotto sopra un ramo, il vento che smuove ” il paesaggio”, poco poco mi fa sentire ancora
    motivata, e forse contenta della mia vita, anche se ho tante ferite da guarire.(spero)

    Lieta domenica
    Gina

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