nonostante tutto

La ragazza alla mia destra vorrebbe provare “le ossa dei morti”, la sento dire proprio così, e un’altra, mentre si alza per scendere, le risponde che domani gliele porta. Dev’essere qualcosa che si mangia. Di fronte c’è seduto un ragazzo di colore con dita e unghie lunghe. Uno di quelli che capisci subito che non fa una vita in discesa. Non guarda niente con attenzione e sembra essere pieno di chissà che cosa – La vita! – Accanto gli è seduto un signore sulla cinquantina, con tutti i capelli bianchi e con un ipad dello stesso colore. Scorre col dito qualcosa che potrebbe essere un sito di informazione. Ha scarpe non care di velluto e una camicia senza iniziali, immagino che quando scenderà salirà su una macchina qualunque come le sue scarpe. Il pavimento del corridoio del treno è blu con puntini grigi o sbiaditi che assomigliano ai coriandoli consumati del giorno dopo carnevale. Ho fame di qualcosa con il formaggio. Per un attimo penso che tutte queste cose insieme non siano altro che la vita vista da vicino, quello di cui è fatta la vita, i suoi atomi, o almeno una parte. Niente cose grandi. Niente filosofia. Il ragazzo con le dita lunghe si alza per scendere. Allungo le gambe dove prima c’erano le sue. Sara mi telefona per dirmi che mi aspetta in stazione, ma io ho preso il treno dopo, gli dico, così lei va. Il treno frena alla fermata prima della mia. Il treno di notte è un posto dove quasi tutti cercano di essere quasi spenti, in un modo simile al risparmio energetico dei computer, solo chi è con un amico o con un collega non è così, ma sono pochi. Io amo questo treno ma solo perché trovo sempre da sedere, anzi non lo amo, mi fa solo comodo. Sento lo zang delle porte che si chiudono. Manca meno per casa!
Quando arriva la mia stazione sono già davanti alla porta. Si apre e scendo. Mi accorgo che piove ma è una pioggia sottile come polvere, non mi si ferma nemmeno sulle lenti. Cammino insieme a quelli che sono scesi fino alle sbarre che si alzano. E’ già notte. Sono già stanco. La vita a volte è un fiore che cresce dove nessuno passa a guardare. Ma è un fiore.

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3 commenti

Archiviato in Vita

3 risposte a “nonostante tutto

  1. saratr

    Mi piace come riesci a trasportare la mia mente in quel posto e frai sentire la voce dipensieri e il senso profondo delle cose semplici…

  2. Eva

    La mia è una vita da pendolare… i treni, le stazioni, le partenze ed i ritorni non fanno che ricordarmi quanto sballottata io sia tra due mondi, due terre, due vite… mi sento tanto apolide a volte! 😉

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