divano e tv

Riso con polpette e per secondo castagne al forno.
Dopo cena mi chiede:
-Che ti va di fare?
-Divano e TV.
Guardiamo “Colorado” fino alla prima pubblicità. Poi giro su “A serius man”. E’ un bel film, ma non lo finiamo.
Lei si addormenta per prima. Come sempre.
Poco dopo anche io la seguo.
Quando mi sveglio le faccio segno di andare a letto.
Ci va dopo circa un minuto, salendo le scale tutta assonnata.
Io intanto spengo tutto quello che è acceso e do’ un giro di sicurezza alla chiave della porta d’ingresso, mi lavo i denti e salgo.
La trovo sotto il piumone ikea che dorme.
Regolo la luce alogena in modo che segni appena i confini delle cose, lasciando quasi indefiniti i colori.
Mi avvicino a lei.
E’ ancora sveglia.
-Preghiamo?
Le dico con una voce tenue come la luce nella stanza.
-Tu o io?
-Io.
Così lei ascolta.
Qualche giorno prima abbiamo incrociato un ragazzo di colore che chiedeva spiccioli tra il bar e il fioraio del nostro paese.
Li per li lo abbianmo scartato, per abitudine più che per avarizia, ma poi ci è venuta l’idea di invitarlo per cena. Però quando sono tornato già non c’era.
-Mio Dio mi piacerebbe essere di aiuto a chi ha meno – dico sottovoce – così come anche tu fai con noi.
Diciamo amen quasi insieme.
Da sotto le coperte allungo un braccio fino all’interruttore.
Restiamo abbracciati in quel buoi completo senza muoverci, senza ascoltare niente.
E’ stato un giorno pieno di lavoro, duro ed inutile, come ne capitano tanti.
L’obbligo del lavoro, l’attesa delle 18, il viaggio in treno e tutto per arrivare scarico la sera e chiudere gli occhi dopo due ore di tele.
Per quale motivo poi? Ci fossimo almeno riposati.
Ma il giorno non è ancora finito e in quei pochi minuti che mancano sembra che tutto si aggiusti, come con un goal fatto sul fischio.
Vorrei avere meno sonno.

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3 commenti

Archiviato in io & sara

3 risposte a “divano e tv

  1. “in quei pochi minuti che mancano sembra che tutto si aggiusti”
    Per la prima volta vedo scritto ciò che mi caratterizza da tanto tempo: a quest’ora, prima di andare a dormire, devo assolutamente avere i miei momenti di ‘raccoglimento’. Raccoglimento che significa un vero e proprio raccogliere i propri pezzi. A volte ho da fare fino a tardi, ma per quanto sia stanca, o per quanto sia tardi, non riesco fiondarmi a letto appena ho finito di fare tutto: devo avere quel lasso di tempo per riaggiustare la me stessa sconquassata. Per riposarmi prima del sonno, sì.

  2. Difficile comprendere il senso della vita, quando questa entra nell’inerzia della monotonia sociale. Ma son sicuro che tutti nasciamo per un motivo. C’è chi nasce per scoprire od inventare chissà cosa, chi per pubblicare un libro che cambierà la vita a millemila persona. Ma c’è anche chi nasce per un attimo soltanto. Sono gli attimi che costituiscono una vita.

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