Rosso che non si vede

Siamo alla tavola della cucina. Sono le otto di sera. Nella stanza accanto sua figlia gioca con le nostre due nipotine che oggi si fermano a dormire da noi.
Veronica legge la bibbia da qualche mese, non per l’insistenza di qualcuno, né per una di quelle inutili forme di curiosità da settimana enigmistica, ma per cercare. Per cercare come chi sa che gli manca qualcosa.
E’ li seduta all’altro lato della tavola quando mi chiede:
– Perché la gente soffre?
Mi piace questa domanda, soprattutto mi piace che sia una domanda e non già l’evidenza che sia tutto inutile. Come è spesso.
Dalla sala viene il baccano delle bambine insieme alle note di una sinfonia per pianoforte. Ma si può parlare senza troppo disturbo.
Rimango un po’ a pensare, poi gli dico:
-Perché è inevitabile. Come sarà inevitabile che quando tua figlia sarà grande dovrai lasciarla libera anche di mettersi col ragazzo che a te non va.
Se mi avesse chiesto quale è il costo dell’amore, gli avrei detto “la libertà”.
L’amore costa la libertà.
Quale libertà, quanta libertà?
La risposta è una sola ma non è affatto semplice.
Sento il limite delle parole che sono buone per descrivere le solite cose: il tempo, l’ultimo film visto, la mangiata fatta il giorno prima, ma che trovano sempre l’ostacolo dell’esperienza diretta che a volte manca.
Come fai a dire a un cieco cos’è il rosso?
Per farmi capire uso le parole di Gesù che lodò il Padre per aver nascosto le cose importanti ai saggi e agli intelligenti e per averle rivelate ai più piccoli. Come dire che la bibbia è un libro che parla del rosso ai ciechi.
Quasi sempre.
Veronica ascolta con interesse. Veronica è una mamma come ce ne sono poche. Lo so perché il diario aperto degli adulti sono i loro figli e perché sorride spesso.
– Essere una buona mamma vale capire la bibbia.
Gli dico più o meno queste parole e poi che Dio non aveva scelta.
A costo di essere ignorato.
A costo di passare per insensibile.
A costo di essere rosso per ciechi.
Poteva evitare tutto il dolore di questo mondo e invece ha unito a quello il suo, morendo allo stesso modo, soffrendo per la perdita del suo unico figlio.
Noi non potevamo volare fino al cielo, così lui rinunciò alle ali.
Per questo oggi non puoi alzare il braccio e dire “E’ li!”.

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