L’opposto di vivere

Ci sono parole che sono come rompersi un piede, ti arrivano e senti crack!
Non stai nemmeno a pensare se siano giuste o no, se per caso non te le meritavi, se siano eccessive, se potevi schivarle.
Da certe parole non puoi proteggerti e basta.
Dico parole, ma dovrei dire da certi carichi di odio, di violenza, di dolore. Da certe indifferenze volute.
Ti arrivano addosso, spaccano quello che trovano, spianano tutto. Ti fanno un male cane e ti lasciano con un piede rotto.
Un dolore terribile se solo provi a tirarti su, a essere come prima. Non puoi più essere come prima!

Beh in realtà ci si potrebbe difendere… ma è quasi impossibile.
E’ impossibile.

La cosa più tremenda in questi casi non è nemmeno il dolore.
Sto leggendo un libro sul nazismo e… non è il nazismo in sè, quanto quello che l’uomo può aver dentro.
Non è il dolore che fanno le parole, ma il fatto che hai visto chi te le ha dette, che ci sia qualcuno che le abbia avute dentro quelle parole. Che siano state in uno sguardo prima che sulla lingua.
Se ti rompi un piede perché lo metti storto scendendo le scale – vabbé – fa un male cane, ma è tutto li. Domani lo racconti col sorriso.
Ma quando leggi su un cartello esposto fuori da un fruttivendolo: “qui gli ebrei non possono entrare”, quando uno in divisa ti urla di non parlare, di non sorridere…
Ma come fa l’uomo a essere così? A scivolare così? A diventare così?
Mi spaventa questa cosa terribile che certe cose si possano aver dentro; insieme alle vene, alle ossa, ai muscoli e a tutto quanto.
Che non siano una rarità, che non siano una cosa solo di quelli lì.
E mi spaventa che certe cose passino facilmente dagli occhi di chi le dice al cuore di chi le vede.
E’ terribile. E’ semplicemente terribile!

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6 commenti

Archiviato in Vita

6 risposte a “L’opposto di vivere

  1. Non sembra “umano”.
    Terribile è anche il silenzio di chi, dentro, ha altre parole.

  2. nefandezze umane… che chiamerei bestiali 😦

  3. Potrei averle scritte io le tue parole. Forse no perchè non scrivo così bene. Il punto è : ti comprendo. Ci sono giorni che torno a casa, chiudo la porta e piango. Sfogo tutte le cattiverie trasmesse da persone con cui ho dovuto condividere una giornata. A volte piango per me a volte per chi le ha ricevute. E faccio sempre la stessa domanda: “perchè?”. Mi sforzo di mettermi nei loro panni, di comprendere, di capire…in qualche maniera di scusarli. Ma non ce la faccio quasi mai.

    • Hai un animo molto sensibile, è una gran cosa. Io credo che tutti potremmo essere al loro posto perché è proprio una cosa della nostra natura. Ma è nella nostra natura anche il contrario. Il contrario è stupendo! Anche io a volte mi lascio rovinare da certi pensieri, ma non dobbiamo permetterlo.
      Grazie per le parole che mi hai scritto le apprezzo molto!

  4. Terribile, davvero terribile, come è terribile che qualcuno neghi o sminuisca … è lo stesso orrore, sintomo di umanità feroce.
    Un saluto

    Milena

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