Archivi del mese: marzo 2013

il momento in cui capisci

bocceMi siedo sul treno per tornarmene a casa che fuori è già buio e…
– Bella la camicia! Essenziale, bianca.
…e noto la ragazza che mi si siede di fronte.
– Scarpe alla moda. Se ci sono da maschio le compro. Cioè, se non costano un mutuo.
E’ una bella ragazza. Capelli biondi, carnagione chiarissima. Barbie.
– Belle anche le calze. Un blu azzeccato.
– Ecco, magari un filo trasparenti, per il freddo che fa. Però se a lei non… magari ha la mamma islandese.
– Si ma: calze, camicia, scarpe… 1, 2, 4 manca… mmm eh, oh oh, oooooh!
– Ok ora glielo dico. Gli dico: “Signorina le dev’essere caduta la gonna”
– Si – Ma no. Fossero fatti miei.
– Che magari in Islanda si usa.
– Ma qui siamo in Italia. Glielo devo dire.
– Coraggio. Uno… due… e …
e mentre sto per, ne passa un’altra a culo scoperto.
e
– oh mamma!
e in un attimo, in un flash, in un batter d’occhio, in un bit,
realizzo:
– Sono diventato dell’altra generazione!
– no!
– e no!
e invece si.
– Ho appena girato in direzione circolo di bocce. Inevitabile. Meglio capirlo subito.
– Se no sai le gaffes.

– Però la moda!
– Chissà tra vent’anni. Magari sarò diventato papà.
– Giorgia. Si chiamerà Giorgia.
– Ei, un attimo!
– Senti Moana – cioè no, Giorgia! mica penserai di uscire di casa così?
– Supershalla papi ma dove risiedi?
– Copri almeno una chiappa! Una! Fallo per…
Spang!
– E’ uscita.

– Che poi sono sempre state sottovalutate.
– Le bocce dico.
– Secondo me hanno anche un che di zen.
– Se non fosse che in Tibet c’hanno tutta quella pendenza!

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Vita