panni stesi

Panni StesiVorrei ascoltare un po’ di musica, ma ho il telefonino scarico.
Sono seduto sulle scale di uno di quei vagoni a due piani, uno di quelli che le prime volte la gente si girava a guardare.
Mentre ora invece…
Ci sono tante di quelle persone in piedi, che mi sento fortunato ad avere uno scalino tutto per me.
Ascolto il rumore del treno: stlang-stlang!
Mi guardo un po’ intorno.
Guardo una ragazza lontana una decina di metri che parla come in un film muto. Muove la bocca e: – Stlangstlang! Stlangstlang! – Muove la bocca e fissa la persona che ha davanti.
Ascolto un ragazzo sulla trentina con un bomber verde ed con una strane “erra” che sembra che rotola quando la dice.
Guardo una ragazza avanti a me, appoggiata a uno di quei pali che servono per tenersi quando il treno frena. Si sta tenendo anche se il treno non sta frenando – anzi – va talmente lento!
Sta parlando al telefonino, non so di che.
E’ un sony xperia nero.
Ha una borsa marrone.
Il treno non va nemmeno più lento, si è fermato. Ma senza frenare, per inerzia.
E così siamo qui, in mezzo a non so quali paesi, con i finestrini già appannati dagli aliti, con la voglia di arrivare a casa.
La gente non sospira nemmeno più se il treno sta fermo nel nulla, e non sorride quando riparte o quando corre che sembra un aereo che decolla. Sono tutti pendolari professionisti, bene o male.
Ora il treno riparte.
Ora si ferma.
Saronno.
Scende la ragazza con la borsa marrone ma non quella del film muto. Ne scendono anche altre tre ed io devo alzarmi per farle passare.
Di una sento il profumo, ma non vedo la faccia. So che ha i capelli neri.
Ancora treno.
Stlangstlang!
Rovello.
Rovellasca.
Le persone in piedi ora si potrebbero contare con una mano.
Vorrei arrivare a casa prima, ma non adesso, sempre.
Vorrei un teletrasporto, o un telelavoro, o un lavoro vicino casa, se non fosse che il mondo va all’incontrario, che comanda il lavoro, mica io. Ma mi lamento proprio ora che manca solo una alla mia! Che testa, una fermata e arrivo.
Fuori piove, l’aria è quasi fredda. C’è l’inverno che sta tirando la volata, che si prende i gioni che non sono i suoi.
Piove una pioggia appena umida che non darebbe fastidio nemmeno ai panni stesi.

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