Due punti e parentesi

sorriso

Vanno li a tirare un po’ su la speranza.
Sono due pensionati tedeschi, marito e moglie, che ogni anno vanno per un mese in Ruanda.
Poi ogni anno tornano e ci mostrano le foto che hanno fatto e ci raccontano.
Le foto sono quasi tutte di bambini.
I racconti quasi tutti delle differenze tra noi e loro.
Anche se le cose le so già, a me stupisce sempre come il mondo possa essere diverso ad appena un volo di distanza.
Sali che se hai una macchia sul jeans la copri con il bagaglio a mano e scendi che puoi benissimo togliere scarpe e calzini e camminare per strada senza che nessuno dica niente, o se ne accorga.
Questi due signori sono i Kobele.
Ieri lei ci ha detto: a un certo punto uno di questi bambini mi si avvicina e mi chiede se posso portargli qualcosa da mangiare.
Noi stavamo per andare a cena con alcuni uomini del posto. Allora chiedo a questi: “Ma i bambini non cenano?”
“No” mi fa, “Hanno già mangiato questa mattina. Non è rimasto altro”.
– Così la volta dopo abbiamo comprato pane e banane per tutti. – e alla fine ha aggiunto – ci amavano tutti.
Per così poco!
In un altro posto erano un centinaio e, da un anno, avevano il rubinetto secco.
Per questo prendevano delle taniche gialle da dieci o venti litri, camminavano un’ora e le riempivano in una pozza marrone.
Della pozza c’era la foto. Era così marrone che non ci potevi nemmeno lavare i jeans macchiati.
Questo è uno dei motivi per cui li non si vive tanto ed è raro vedere gente con i capelli bianchi. Anzi rarissimo.
In un’altra foto c’era un bambino con una macchinina in mano.
Ci ho messo qualche secondo a capirlo, perché era proprio una cosa preistorica, un pezzo di legno con quattro cerchi attaccati con i chiodi.
A quel punto mi è venuto da pensare: chissà se li il telefono prende.
Perché i bambini che conosco io giocano già con l’Ipad con i giochi online. Davvero.
Li si annoierebbero.
Poi ho pensato al Bar.
– ok la fame, ma se uno vuole un caffè?
Poi ho pensato alla televisione.
Poi ho pensato che nella scelta avrei preferito un buon materasso.
Poi che andava bene anche una a molle, ma mai dormire per terra!
Poi ho pensato al gabinetto e mi sono fermato.

A un solo volo di distanza.

L’altra differenza è che lì sorridevano tutti.
Quando un bambino nero sorride si nota prima.
Quando cento bambini neri sorridono la foto è quasi più bianca che nera.
Ho pensato a quanto può valere un sorriso con lo stomaco vuoto.
Credo valga tantissimo.
Qui non si usa più molto, è più pratico fare due punti e parentesi.
Li non lo capirebbero mai.
– Ti dico che è più pratico, puoi sorridere anche se sei triste. Chi legge non lo sa mica.
-Come chi legge?
-Ok niente, è complicato, lasciamo stare.
Forse i Kobele non vanno lì solo per tirar su la speranza a quei bambini.

Annunci

1 Commento

Archiviato in il tesoro nascosto

Una risposta a “Due punti e parentesi

  1. manutheartist

    Giuro, che ancora un poco, e mi scendeva una lacrima…
    Come dire…

    🙂

    Grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...