Vuoto a perdere

tappo

Ho conosciuto quell’odore quando ero volontario alla mensa dei poveri.
Li era come se venisse dai muri. Odore di alito di alcool.
Ma ora sono in treno.
Quando lo sento alzo la testa e vedo un signore sulla cinquantina, cioè prima vedo i suoi occhi: rossi, pieni, barcollanti.
Poi lui.
Mi guarda.
Forse ha capito che so. E’ così evidente!
Gli ubriachi fradici mi mettono sempre un po’ di insicurezza, come guidare nella nebbia.
Se conta qualcosa è vestito bene. Un abito grigio dell’Oviesse, una camicia bianca con righe nere. Niente cravatta.
Perché avrà bevuto?
Non arrivo a vedere le scarpe. I capelli sono anche loro bianchi e neri, pettinati il giorno prima.
Si beve per dolore o per non provarne più. Per una famiglia rotta, per trascinare una vita vuota.
Una volta ne conobbi uno.
Era stato lasciato dalla moglie e dai figli.
D’inverno aveva un tetto per dormire mentre per gli altri otto mesi solo una coperta e il cielo, che non dev’essere quel paradiso che diciamo tutti.
Non aveva un lavoro. Non voleva un lavoro. E – già – beveva per riempirsi di qualcosa, per consumarsi più in fretta di un castello di sabbia.
Quella volta capii che il vino, ok uccide, ma non gira la testa dall’altra parte.

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4 commenti

Archiviato in Vita

4 risposte a “Vuoto a perdere

  1. Ci sono anche tante persone comuni che bevono. Troppo. Lavorano. Tornano a casa bevendo e dormono. Il giorno dopo al lavoro.

    Mio padre era un alcolista o così dice mamma. E così io sono astemia. E così dice mamma. Si parla solo male della nicotina. Beh l’alcol, per me, è più bastardo.

  2. E’ vero. Si discute tanto dei danni del fumo. E giustamente. Mentre parlare di alcolismo è ancora tabù. Anche io conosco persone che hanno questo problema. Persone normali, conun lavoro anche importante e una famiglia. Certo non una vita felice. Ma la parola alcolismo mette vergogna.

  3. Ho scritto questo post per dire che il vero alcol è l’indifferenza. Non l’alcol.
    Quando sono andato alla mensa dei poveri la prima cosa che mi hanno detto è stata: “queste persone vogliono qualcuno con cui parlare”
    L’alcol sono le persone che ti schivano, passando sul marciappiede opposto. Gli alcolizzati che dormono sulle panchine e che muoiono sulle panchine in inverno sanno di essere rifiutati, e che non possono più salire tra la gente normale.Non sono pieni di alcol, non importa se sono pieni di alcol, sono vuoti.
    Lo ho scritto pensando a queste persone che ho conosciuto. Forse l’alcol è anche altro, io ho conosciuto questo.

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