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Sara

love

Ogni volta che ci penso
che siamo insieme,
che sei proprio tu
che bacio la mattina
che mi scrivi,
che mi chiami,
che ritrovo sempre la sera:
sono felice
come chi si innamora
per prima volta

Tanto che
non so più litigare
senza contare i minuti,
i secondi,
che mi separano
da te,
e non sopporto
quando sei lontana
o quando passo un giorno
senza

E questa cosa
che ora è normale
parlarti,
ascoltarti,
capirti o fraintenderti
ed accoglierti
e volerti
sempre,
per me è un OCEANO
ed è così
che ti amo
dalla prima volta
che ti ho vista
Sara

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vecchio

vecchio_wp

La voce rauca e amica,
quello sputar sentenze ottuse,
su tutto e niente,
quel cedere gentile,
al verso capriccioso di un bambino.

vecchio

D’impareggiabile memoria
sempre uguale,
dalle virtù temprate
in mille anni
e dai difetti
di una remota infanzia.

vecchio

Malato di una vita
dalla cornice d’oro di passato.
Triste, solo,
mai spolverato.
Io non ti vedo allegro.

vecchio

Non c’è saggezza, vero,
nella tua voce calma?
Non la regala il tempo.
Ma quanta verità ti porti addosso.

vecchio

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coccodè

abbiaml le ali

ma come i polli

non sappiamo volare

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a te

Mi emoziona la bellezza

La tua bellezza di non saper odiare

Di non saper mentire

Di piangere senza graffiare

quando qualcuno ti ferisce

Di non negare mai uno sguardo

Mi ricorda che tutto

è mezzo pieno

Che il cielo inizia

dove meno te lo aspetti

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due


Due gambe per camminare
Non una sola
Due occhi per vedere
Non uno solo
Due braccia per stringere chi ami
Non uno solo
Un cuore soltanto
Che inizia a battere quando ne trova un altro

Funziona tutto a coppie
Ma di queste solo una è importante

Perché quando non ci sei
Non so dove andare
Cosa guardare
Chi abbracciare

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papà


Papà mio è quasi vecchio,
lui dice che è vecchio.
Io penso che non c’è nulla al mondo che vorrei capire
all’infuori delle persone.
Gli anni, dopo un certo numero,
vanno all’incontrario.
Papà mio ne ha più di sessanta,
mi sembra,
è tornato bambino.
Lui brontola,
come uno stomaco che brontola
e gira per casa dicendo sempre le cose del giorno prima.
E’ incredibile
– papà lo so che devo chiudere il cancello
– che devo ritornare per le dodici e un quarto
– papà so tutto oramai.
– Però la sai una cosa?
– Ricordamelo ancora.

Perché le persone col tempo
diventano più buone?
Giuro che non lo so,
anche se è proprio così.

Papà di sera
se ne resta in cucina,
accende una sigaretta,
si siede, guarda e fuma.
Guarda alla televisione qualche programma
che parla di pallone
perché l’italia è una penisola di calciatori,
e fuma,
perché così le ore vanno giù meglio.

Papà di giorno porta i figli al treno,
cucina alla buona,
guarda la tele,
poi non so.
Le sue giornate escono tiepide
dalla fotocopiatrice
poi i capelli diventano bianchi,
i figli vanno a scuola e al lavoro
e – per la miseria –
non c’è mai tempo di stare dietro
al mondo che gira!
– non è così papà?

Lui gira, tu resti fermo,
con una sigaretta in bocca
a guardare gli uomini pazzi del telegiornale,
mentre il fumo si alza e il cuore sussurra
– va bene così! –
i giorni passano,
tu non mi hai mai detto niente
del tuo passato,
di quando eri bambino
e di quando non eri più bambino.
Io avrei voluto sapere.
Ma adesso che mi basta guardarti
per capire cos’hai,
penso che mi importa poco.
– va bene così –
ancora una volta
anche quando non va bene un accidente

Papà mio la vita non la scrive,
la guarda davanti a un televisore e un piatto.
A cena, nell’ora della famiglia,
beve il vino del supermercato
e litiga con le parole per l’ingiustizia
di una scuola finita presto.

Parole di vent’anni fa,
consigli sbiaditi.
– Chiudo gli occhi –
Penso che dentro ogni frase ci sia un segreto
– mai più parole non sentite –
una frase un pezzo di foto,
sempre.
Anche quando le parole dicono altro.
Non ci sono storie inventate,
non ce ne sono mai state.
Papà mio lo sa.

Un – due – tre – stella
poi nascondino,
quand’ero bambino papà lavorava,
io giocavo, lui lavorava
io studiavo, lui lavorava
lui andava in pensione, io lavoravo
– così –
le nostre vite si sono mischiate
– inevitabilmente –
un bambino cresce
e si porta dentro lo spirito
di tutta una famiglia
e di un secolo di vite.
E’ un odore che conosco bene,
è un sapore che ho sempre sulla lingua,
un ronzio nelle orecchie,
una sagoma allo specchio,
come le prime sillabe
che non si scordano più:
-ma-ma-
-ma-ma
-pa-pà-

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